Un messaggio per …

te, semplicemente per te!

Ciao. Se stai leggendo il mio messaggio, vuol dire che la bottiglia ha finalmente smesso di fluttuare tra le onde del mare ed è approdata su qualche spiaggia.

Magari bianca. Così bianca che persino di notte la luce della luna riflette. Magari fine, finissima. Magari piena di conchiglie spettacolari e di qualche stella marina. Magari c’è persino qualche pezzo di corallo portato dal mare.

Magari, tu che l’hai raccolta incuriosito, stavi passeggiando, riflettendo oppure, semplicemente aspettando un qualcosa di non ben definito.

Magari abiti ad un tiro di scoppio. In una casa con il portico e una porta rossa. O forse blu.

Una sedia a dondolo e uno scacciapensieri appeso vicino alla finestra.

Magari, ti piace sederti su quella sedia, dopo cena, con un sigaro e un bicchiere si bourbon. Di buon bourbon e due cubetti di ghiaccio.

Credo ti piaccia stare lì, a farti cullare, mentre guardi il sole che si immerge nel mare, mentre il cielo si riempie di quei bellissimi colori, color tramonto. Senza filtri.

Direi proprio che ti piace vestirti di quei colori che sanno di pace, di gioia, di libertà.

Forse, ci sono giorni in cui ti senti in trappola e senza una via d’uscita. Forse, trovi sempre un’altra opportunità a qualche cosa che non si può spiegare.

Forse, ti appoggi ad una colonna del tuo porticato e te ne stai, lì, immobile, aspettando un temporale o un sogno che tarda ad arrivare.

Forse, mentre sorseggi il tuo liquore e ti torni a riempire il bicchiere, pensi che la vita ti abbia tolto tutto e non ha più niente da darti.

Forse, pensi semplicemente, a quella volta che hai trovato quella conchiglia che tieni sul camino e che odora ancora di mare in tempesta.

Forse ti piace pescare o, forse, esci tutti i giorni in mare sperando di tornare con la stiva piena di pescato e fare un buon guadagno e poter stare tranquillo per un po’.

Forse, sei semplicemente, una persona che ha deciso di staccare dal lavoro, dalla vita di tutti i giorni, per una pausa, per capire come tirare avanti, per recuperare rapporti o per troncare rapporti oramai troppo asfissianti.

Forse sei uno che passeggia in spiaggia con i pantaloni al ginocchio e le scarpe in mano dopo una giornata pesante di lavoro e, solo per puro caso, hai deciso di fare due passi prima di rientrare per cena.

O forse, stai guardando un nuovo giorno nascere e il cielo riempirsi di rosa, rosso acceso, di colori che fanno bene al cuore, agli occhi, alla mente e all’anima.

Forse, stavi facendo una corsa con il rumore del mare a darti il ritmo e a tenerti compagnia.

Forse, forse ma solo per un attimo hai pensato di farla finita per le troppe disillusioni della vita e di fronte a cotanta bellezza hai capito che vale sempre vivere ogni giorno.

Forse … la vita è piena di infiniti forse.

Qualunque sia il tuo, non fermarti.

Raccogli conchiglie, bottiglie, fermati a fumare un sigaro e a bere due dita di buon bourbon.

Non piegarti mai, perché non sai mai cosa, il prossimo pezzo di spiaggia, ha da offrirti, magari anche solo un pezzetto di corallo rosso o un sogno che si avvera, perché la spiaggia è la vita, piena di piccole grandi meraviglie.

Vivi. Semplicemente vivi senza lasciare che sia la tua timidezza e la tua insicurezza ad avere la meglio, perché tu sei più forte di ogni cosa!

 

Vera

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Gli uomini

Gli uomini sono, da sempre, l’argomento principale degli aperitivi, cene, incontri tra amiche. Possiamo anche cercare di negarlo, ma è così.

Anche quando si commenta un film, inevitabilmente si finisce sempre per parlare del protagonista, smontandolo pezzo dopo pezzo, tra un sospiro e un sorso di vino.

Ognuna di noi, ha perso notti a sognare, versato litri e litri di lacrime, imprecato, stalkerato, pregato per un uomo, perché, ammettiamolo, soprattutto da grandi, gli uomini che incontriamo, sono quasi sempre sbagliati.

Ci innamoriamo, perdiamo la testa per chi non ci vuole, per chi appartiene già ad un’altra, per il nostro migliore amico, per il fidanzato della nostra migliore amica, per il nostro capo che manco sa come ti chiami.

Un disastro e, nonostante le nostre migliori intenzioni, finiamo sempre per ricascarci.

Dai, pensateci.

Quando è stata l’ultima volta che avete pianto, parlando di un uomo, con la vostra migliore amica?

Ieri, Sempre ieri, perché il giorno prima il vostro capo vi ha confidato,  dopo che gli avete fatto notare quanto sia in forma ultimamente,  che ha perso la testa per quella sbarba del marketing e che sarebbe uscito con lei. Un’altra tacca sulla sua cintura.

Vogliamo parlare del vostro collega super figo? Quello che vi fa battere il cuore a mille quando vi guarda dal suo 1.90 e con i suoi occhioni verdi? Quello che quando vi parla, vi sussurra nell’orecchio e vi manda in cianfanella ma, alle serate aziendali, vi evita ed invita a prendere il caffè la vostra collega. Quello che ieri vi ha fatto saltare la cena, trascorrere una notte insonne, quello che vi ha fatto singhiozzare, senza ritegno, sulla spalla della vostra migliore amica.

Eppure avevate promesso a voi stesse che non sarebbe più successo… beh, certo, come no! Anche Biancaneve aveva promesso ai nani che non avrebbe aperto a nessuno, eppure non ha saputo resistere al fascino di una mela.

Indubbiamente, noi donne, abbiamo qualcosa di strano nel DNA, che non ci fa più capire niente quando sentiamo, da lontano, l’odore di dopo barba.

Poi, poco importa se lui è sposato, impegnato, calvo, miope… quando il cervello si eccita, niente ci trattiene dall’innamorarci ancora.

Siamo delle masochiste. Altro che il marchese De Sade. Siamo tutte votate al bondage estremo..per un uomo poi?

Vera?

Naaaaa, Vera gli uomini, dopo l’ennesima delusione, gli ha fanculati tutti.

Ha pianto per uno sposato, poi per un ragazzone di 1.80 con due occhi da sballo e un cervello da paura… si è impelagata con il marito di un’altra e, pur sapendo che lui non sceglierà mai lei, cavoli, la sottoscritta non ha mollato!

Per questo occupo il gradino più alto del podio; per questo, riesco a parlarne, con ironia, con la mia super amica S., perché tanto so che le mie sono promesse da mercante e che, adoro lamentarmi e scagliare maledizioni contro qualcuno, e se qualcuno è maschio, ancor meglio.

Magari il prossimo sarà quello giusto ma, di sicuro, continuerò a lamentarmi lo stesso!
Vera

Notte insonne 

Notte alta e sono sveglia. 

Ma proprio sveglia, cavoli. È un po’ che sono qui, a pensare, a scrutare il soffitto, al buoi. 

Al buoi? Già, proprio al buio. Sto cercando di contare le stelle che sono sul soffitto.

Un soffitto – cielo.

Nero. Con un milardo di stelle luminose che mi fanno l’occhiolino.

Impossibile contarle tutte. Impossibile acchiapparne una e metterla in un bicchiere, per vedere se domani brillerà ancora, se fará ancora la spavalda… se si mostrerà per quello che è, ovvero un sogno impossibile.

Forse sarebbe meglio contare le pecore, seduti sul prato soffice e verde. La schiena appoggiata ad un albero. Le nuvole che si rincorrono nel cielo e assumono le forse più strane. Dal gatto dei vicini di casa, allo squalo che, per anni ha terrorizzato le mie estati al mare, al drago da compagnia della strega dell’est a quel sogno impossibile da realizzare. Accidenti. Ancora. Le pecore dove accidenti sono? 

Ah, eccole. Stanno arrivando. Il cane le accompagna abbaiando. Loro si lamentano. Vorrebbero saltare. Avanti, falle andare. Io, diversamente, non riuscirò a contarle bene e a prendere sonno. Ah, eccole … 1, 2, 3, 4 e… guarda, laggiù, in fondo al prato una panchina. Ne ho già vista una così… dentro ad un sogno impossibile. 

Capperi. Non posso distrarmi. Devo trovare qualcosa d’altro da contare… ah, ecco, ci sono. Posso contare le margherite. No, niente m’ama o non m’ama. Conto proprio i fiori. o forse i fili d’erba, i trifogli oppure i sogni impossibili che continuo ad accarezzare e a sfiorare e che spuntano come erbacce, perché, diciamocelo, i funghi chi li vede più…

Ah, ecco, ci sono. Vado a contare le notti insonni, del 2017 e a pensare alle cavolate a cui, durante la notte, ho dato vita.

1, 2, 3, 4….1.000… Soppi un sacco.

Torno dai fili d’erba che faccio prima.
Buona notte… insonne
Vera

C’è sempre un perché

L’altra notte, nel sottobosco, non volava neppure una piccola falena. Nessun bruco strisciante o troll di ritorno dal pub.

Eppure non riuscivo a dormire. Il mio cervello ha iniziato ad andare a briglia sciolta, facendosi enormi seghe mentali (no, vabbè, adesso persino il pc ha iniziato a rompere e a sostituire le parole).

Così, mentre pensi, segui la luna e conti il passare delle ore e tra le 2.45 e un’altra ora imprecisata della notte, mi è venuta la malsana idea di aprire un blog, dove raccontare sfighe, dissavventure, piccole e grandi conquiste di Vera, conosciuta anche come Trilli, e delle sue amiche.

Ho pensato che lo farò senza freni perché è ora di vivere senza paura. Senza paura di non piacere a se stessi e dei giudizi degli altri, perché è risaputo che il salotto degli altri è sempre più in ordine e spolverato.

Il mio?

Un casino unico ma, sicuramente, più vivo

Vera

Dating sites

E’ notte alta e sono sveglia…in tv non passava nulla che mi piacesse, così mi sono buttata al pc e mi sono guardata gli ultimi episodi di Rizzoli & Isle. No, ma vi pare che debba piangere così disperatamente? Ho buttato fuori lacrime peggio di una fontana rotta. Dove accidenti è finita la mia dignità di donna adulta? Nel cesso, esattamente dove me sto seduta ora.

E’ irreale. E ora cosa guarderò? No, vabbè, lo so. Ci sono centinaia di altre serie da vedere ma loro mi piacevano davvero tanto. Se la dottoressa Isle poteva fare autopsie sui tacchi a spillo, beh, io posso riuscire a camminarci e senza imprecare.

Non è di questo che volevo parlarvi, no, volevo fare due chiacchiere con voi sui famigerati dating site.

Una volta si chiamavano comunemente siti d’incontri, ma faceva così squallido, poco serio. Dating? Suona decisamente meglio, soprattutto per quelli che non sanno l’inglese. In fin dei conti, sempre d’incontri si tratta. Tutti o quasi tutti, almeno una volta nella vita abbiamo ceduto alla tentazione di vedere com’era. Ti registri, carichi la prima foto che Google ti propone e ti spacci per qualcun altro. No? Davvero? Voi avete dato il vostro nome? Naaaaaaaa. Ci avrei scommesso.

Ora, al di là del fatto che nelle pubblicità gli iscritti sono tutti dei mega super fighi usciti dalle sfilate d’Armani & company, allora, perché a noi capitano sempre quelli che assomigliano di più al fruttivendolo del negozio all’angolo?

Sarà per la zona in cui abitiamo o perché guardiamo troppi film e abbiamo troppi film in testa? O forse abbiamo visto troppi episodi di Grey’s anatomy o troppe volte Bruce Willis in trappola di cristallo?

Quando ci convinceremo che il super mega figo, in un sito d’incontri, lo potrà trovare solo la nostra collega, quella antipatica, quella che riesce sempre a farsi offrire il caffè e a non smagliarsi mai le calze. Già, perché noi siamo quelle che ci iscriviamo ad un dating site, così, per scherzo, per farci solo un giro, per passare una notte insonne in compagnia di perfetti sconosciuti. Ci restiamo massimo due giorni e poi disattiviamo il profilo ma prima…sbandiamo, perdiamo la testa, ci innamoriamo e sempre con effetti devastanti. A mo di tsunami, perché quando una donna perde la testa è davvero un casino, ma mai come un uomo. Comunque, vi siete registrate, avete caricato una foto, non la vostra, compilato i campi, pensato ad una frase ad effetto da scrivere sul vostro profilo e ora che succede? Iniziate a navigare tra i profili ed inizia l’ecatombe. Dopo i primi dieci profili, vi chiedete come mai siete ancora lì a cercare ops solo a guardare. Al 600 avete iniziato ad imprecare come un scaricatore da porto. State per gettare la spugna, quando vi accorgete che qualcuno vi chiama in chat. Grande. OK!

Ciao, disturbo? – noooooooooooo. Accidenti. Mai chiedere se disturbate ad una donna. Le servite su di un piatto d’argento la possibilità di fancularvi senza sentirsi in colpa, soprattutto se non siete come Clooney o Jared Leto. Ok, vero. Rompere il ghiaccio non è mai semplice ma una battuta è sempre meglio del disturbo. Poi, ci sono quelli che quando scrivono vanno di fretta, per paura di perdere qualche treno. Ciao, cm stai? Io Davide. Tu? Xkè sei qui sopra? Ahhhhh bello, sarò anche donna ma oltre agli occhi, anche il cervello vuole la sua parte e il mio non si fa certo sedurre da uno che va al risparmio. Usiamole le lettere. Uffa. Usiamo il tu e non il te, il perché e non il xkè, il non al pisto del nn. Non cercate di farvi belli con: beh, io amo leggere. 4/5 libri in un anno li leggo. Cosa? In un anno di sono 365 giorni. Leggi una pagina ogni 10 giorni? Mi avresti impressionato di più con…lo scorso anno sono riuscito a leggere 36 libri.

Intellettuali, amanti del teatro e dell’opera. Scrittori, fotografi. Imprenditori. Ricercatori. Nessuno che al mattino si alzi di buon’ora e debba marcare un cartellino. L’ultima sfigata, sulla faccia della terra, sono io?

Poi, ci sono quelli che non hanno la foto. Loro non amano farsi selfie…o forse sarà che hanno una moglie, con cui sicuramente, non vanno d’accordo e per evitare casini in fase di separazione, ma quale poi? non vogliono farsi beccare. Siamo sicure che le cose siano davvero così? Non lasciatevi tentare e commuovere dai suoi problemi. Attenzione. Siete donne, non crocerossine. Le ferite lasciate che se le curi da solo, anche perché, nel caso la moglie scopra di amarlo ancora alla follia, voi sareste nel guano o, se preferite, nella merda fino al collo.

Stavamo dicendo? Ah, le categorie. Ci sono i belli e dannati che non hanno ancora trovato la loro anima gemella e ai quali consiglierei di rivedere ed aggiornare un po’ i loro canoni. Poi, abbiamo i divorziati ma non per causa loro e che vi racconteranno, almeno trenta volte, le loro sfighe, puntualizzando sul fatto che sono stati traditi, delusi e che sarà difficile tornare a fidarsi di qualcuno e che, forse, tutta questa voglia di trovare un’altra partner fissa poi non l’hanno.

Ci sono quelli perennemente in crisi con la moglie/compagna che mettono le mani avanti nel caso lei decidesse di andarsene.

I vedovi, che vi paragoneranno sempre con la defunta e voi ne uscirete sempre con un ultimo posto.

Quelli fidanzati da una vita e mollati ad un passo dalla convivenza, matrimonio, le vacanze in Spagna che, non vogliono una nuova fidanzata ma solo qualcuno con cui passarsi il tempo. E ditelo, accidenti. Non rimarrete muti a pronunciarlo. Cercate una trombamica. Ci vuole tanto a dirlo? E se lo dite voi, vi sentirete dire che siete un po’ schietta, come un uomo, anzi, meglio di un uomo.

Poi, le ultime due categorie.

I toy boy. Quelli che vogliono provare l’emozione e la passionalità di una donna matura, credendo che siano tutte delle Catherine Zeta Jones nostrane, non facendo i conti con maniglie dell’amore, smagliature post gravidanza e rughe e mica quelle d’espressione. Infine, i perfetti. Quelli che sanno scrivere, leggere e fare di conto e, quasi sicuramente, al mattino non gli puzza l’alito. Vanno all’opera, a fare escursioni sul K2. Hanno visitato la Cina in treno e sono tornati a nuoto. Sono gli uomini perfetti, quelli perfetti di cui innamorarsi, peccato che voi non facciate parte dei loro piani. Siete imperfetta. C’è sempre qualche piccola sbavatura che non va. Non correte sui tacchi, non siete maratonete, nuotatrici provette, avete i capelli o troppo corti o troppo lunghi. Troppo chiari o troppo scuri. Gli occhi sicuramente del colore sbagliato ma, non importa, perché voi, nel frattempo, siete rimaste vittime del loro fascino e siete belle e che cotte.

Non sprecate lacrime, suppliche con loro, perché voi non siete altro che un trattino sulla loro lista. Non avrete mai un’altra possibilità, nel caso falliste con la prima. Il vostro numero verrà bloccato e segnalato all’unità comportamentale di Quantico. Smettete di tentare di contattarlo. Potreste essere tacciata per una stalker.

Ah, vedete, stavo dimenticando una cosa….tutte queste categorie la donna la cercano maiala. Non importa se siete magre, grasse, bionde e con gli occhi neri. L’importante che siate delle maghe del sesso, soprattutto di quello orale. E lì, potreste guadagnare punti e sbaragliare qualsiasi concorrenza.

Peccato che sui dating site non sia prevista, tra le informazioni personali, la casella: siete porca a letto….sapete quanto tempo si risparmierebbe? Un sacco e si potrebbero evitare anche un sacco di delusioni e di scatole di fazzoletti di carta.

I dating site, donne, non prendiamoli troppo seriamente. Sono alla stregua di tutti quei social da cui mettiamo in guardia i nostri figli.

Perché non riscopriamo il piacere d’uscire. Un po’ di mascara, un filo di rossetto e quelle scarpe rosse che sono buttate, da anni, in un angolo dell’armadio.

Non importa se siamo sposate, fidanzate. Siamo donne e abbiamo sempre bisogno di sentirci apprezzate, ma iniziamo a farlo noi, senza aspettarci sempre complimenti e carezze dagli altri.

Ho una visione cinica della vita? Può essere. Mai detto il contrario ma…”il cinico vede le cose come sono, piuttosto che come dovrebbero essere” Oscar Wilde

Notte gente. Buon martedì.

Vera